Siti Archeologici

Tharros

Il Sinis: percorso archeologico
La Sardegna mostra il suo fascino partendo dalla sua storia antica, quella nuragica, fino a quella più recente, degli insediamenti fenici.
E' grazie alla sua posizione geografica  posta tra mare, lagune pescose e monti e alle sue risorse naturali che la penisola del Sinis ha conosciuto i primi insediamenti umani prestissimo. Oltre all’elevato valore qualitativo attribuito all’ambiente naturale, un’attenzione particolare meritano infatti i resti di antiche civiltà che in questa zona si sono insediate stabilmente sin dal Neolitico (prima ancora del 2500 a.C.) periodo in cui pare fosse già in piena affermazione la civiltà agricola, con numerosi villaggi, domus de janas, menhir e tombe megalitiche. I villaggi facevano corona intorno ai pescosi stagni presenti che, ricchi di reperti, testimoniano di civiltà sempre in evoluzione sul fronte della lavorazione del ferro, del bronzo e dei manufatti in genere. Intorno al III millennio si assiste all’eccezionale fioritura di monumenti tombali e di culto segni di una crescente cultura religiosa che ha lasciato tracce nelle statue-menhir, rappresentazioni della fertilità della terra e del culto della femminilità che costituiscono le più importanti dell’arte protosarda. Si sa per certo che il commercio dell’ossidiana fiorito in questo periodo sul Monte Arci, doveva aver coinvolto anche gli insediamenti del Sinis, perché del vetro vulcanico sono state trovate tracce nella zona, a dimostrazione dell’esistenza di un traffico commerciale, sorprendente per i mezzi dell’epoca, che si protrasse anche in età nuragica.
Testimoniano di queste civiltà le “Domus”, grotte naturali o artificiali che fungevano da sepolcri riproponendo l’architettura delle abitazioni dei vivi, con focolari, celle e arnesi di tutti i generi, per alimentare l’illusione di un’altra esistenza dopo la morte.
Tra le “Domus” più importanti della zona si segnala, nei pressi di San Vero Milis, quella di “Serra is Araus”. Il periodo successivo, dal 1800 al 1000 a.C. ( Età del bronzo o Periodo Nuragico), ha visto la diffusione dei Nuraghi, il lascito più imponente di tutte le civiltà che hanno abitato l’isola, e le cosiddette “Tombe dei Giganti”.

                     

 

Domus di Serra Is Araus - San Vero Milis e Nuraghe Losa - Abbasanta

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A partire dal 750 a.C. le coste della Sardegna diventano centri commerciali molto importanti per la civiltà Fenicia. Infatti le prime grosse opere di “urbanizzazione” risalgono proprio a questo periodo, durante il quale, peraltro i Fenici si limitano a fondare porti e punti di approdo al solo scopo di incrementare i commerci nel Mediterraneo. Questa sarebbe l’origine, tra l’VIII e il VII secolo a.C., anche della città di Tharros, posta all’estremità meridionale della penisola del Sinis. 

 

Scorcio della città di Tharros

L’area era già occupata da insediamenti nuragici interessati al commercio con i Micenei. La città è stata fenicia, poi cartaginese e, dopo il 238 a.C., è passata ai Romani; in età bizantina è diventata sede vescovile. È stata abbandonata nel IX secolo d.C. a causa delle scorrerie arabe.